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Filosofia estetica. motociclistica giovanile Tra Arte & Artigianato 

Maggio 23, 2024 Libri & Riviste

Questa terza opera nasce da uno specifico progetto che mi sono prefissato di realizzare a partire dal 2017, avente la finalità di accorpare e rendere noto tutto ciò che riguarda l’autentica passione motociclistica, iniziando a rimaneggiare (con il primo saggio) i miei numerosi appunti, sintesi creative, sperimentali e intuizioni associative. La definizione “Giovanile” in tutti i miei titoli è dettata dal fatto che mi rivolgo principalmente a un pubblico giovanile, poiché tutti gli aspetti riconducibili alla “Cultura Motociclistica” per le nuove generazioni non aventi memoria storica, sono informazioni pressoché sconosciute. Inoltre mi rivolgo a loro poiché tra i miei potenziali lettori, da parte del pubblico giovanile ho riscontrato sempre interesse ed esplosivo entusiasmo, forse anche dovuto al fatto che aldilà di quanto si pensi, a loro piace essere presi sul serio. Le opere letterarie “da burleschi simpaticoni” inclini alle “pirlaggini”, eccessivamente scherzose, piacciono prevalentemente a un pubblico adulto che ha il desiderio di “acclimatare” le pesantezze dell’istruzione, della formazione, delle fatiche delle disillusioni già affrontate nel corso della vita. Mentre i giovani, soprattutto gli adolescenti in fase di crescita, paradossalmente apprezzano un linguaggio letterario poco incline all’idiozia, gustando quello scorrevole a tratti “serioso enciclopedico” (a maggior ragione se lo percepiscono spontaneo e rivolto a loro). I giovani spesso interpretano l’eccesso dell’ironia come una qualifica di alterità, un ostacolo alla loro identificazione e della loro capacità di pensare/riflettere e realizzare/realizzarsi. Sempre a differenza di quanto si pensi e rispetto a quanto li si voglia considerare, ovvero “lobotomizzati dei social”, le nuove generazioni hanno una capacità atta ad assorbire numerose informazioni, hanno una spiccata e dinamica capacità di rielaborazione iper veloce dei contenuti che onestamente non sanno trattenere/immagazzinare, e appunto a loro piacciono le opere che accorpano diversi saperi che facilmente possono consultare. In ultimo, sono affamati di conoscenza. Se poi questa conoscenza è incline alle contaminazioni tra tecnica e arte umanistica, cioè a molte “cose/diverse” che si intrecciano fra loro, ho appurato che le amano ancora di più. È bene ricordare che come ogni divulgazione culturale, saggio, trattato di stampo o similare alla ricerca universitaria accademica, tra numerose esposizioni, ridefinizioni, accantonamenti, rinnovamenti, sperimentazioni, rielaborazioni e modifiche, succedutesi negli anni, i miei libri, rispetto alle primissime stampe della stessa opera, possono aver subito degli aggiustamenti correzioni sia tecniche che stilistiche. I miei libri (rimanendo a tema con l’arte e la prassi progettuale/sperimentale dei designer di settore) potrebbero essere considerati dei “Contest”, che subiscono, dopo l’esposizione iniziale, aggiustamenti funzionali (in itinere) sino al giungere “al definirsi ultimo progettuale”. Oppure (sempre parlando della natura dei miei libri, ancora metaforicamente parlando), potrebbero essere pensati come una grondaia che, estendendosi lungo il perimetro dei cornicioni (in questo caso lungo il perimetro dell’ambito motociclistico), convoglia in un unico punto le gocce e l’abbondante scrosciare dell’acqua piovana. Il primo saggio che ho realizzato è stato di stampo più letterario pedagogico, il secondo saggio decisamente antropologico e questo terzo saggio filosofico. In questi miei tre saggi motociclistici non è mia intenzione istruire né informare e neppure parlare di me. Le mie non sono opere autocelebrative, parlo infatti sempre di “altro e di altri” appunto per valorizzare ciò che è insito o ruota attorno all’autentica passione motociclistica. Rivelo pure che oltre a questo mio ultimo progetto, sto lavorando su altre specifiche idee letterarie, ma che per ora non svelo lasciandole come futura attesa. Non sono un pilota agonistico, non sono un esperto meccanico, non sono uno scrittore di epici viaggi in sella, non sono un giornalista di settore. Se volete mi si può anche non ritenere uno scrittore (a me sta bene), perché a differenza di quest’ultimi, non ostento l’aspirazione di incidere sugli stati emotivi, percettivi e di coscienza della mente dei miei potenziali lettori considerando la letteratura capace di chissà quali elevazioni metafisiche di pensiero. Mi piace ritenermi un appassionato che va in moto da sempre, che macina spensieratamente chilometri in sella e che si è preso la briga di parlare, nel dettaglio e con pertinenza, della sua passione. Rimango fermo nella mia convinzione che scienza-arte e tecnica-letteratura rispecchino l’aspetto primario dell’acquisizione di desiderio di conoscenza, creazione e consapevolezza del sapere umano che, osservando la realtà, la reinterpreta e la riproduce attraverso tensioni e atti creativi: per questo, a mio parere, è inappropriato tenerle lontane. Da esperienza personale, nonché consigliatomi da quei lettori che mi seguono con maggior entusiasmo, come sperimentato nella seconda opera portata a 130 pagine e in controtendenza rispetto il mio primo saggio di 255 pagine, in questo mio terzo saggio, mediante un accurato e faticoso lavoro di sintesi (che non mi risulta così immediato poiché per temperamento tendo a essere entusiasta, poliedrico e prolisso), ho cercato di renderlo (come consigliatomi dall’amico giornalista ed esperto di comunicazione Nicola Andreetto), meno voluminoso (rispetto le 360 pagine abbozzate inizialmente). Sebbene ne abbia semplicemente inserite alcune in questa terza opera, come nelle prime due, una delle finalità che mi sono prefissato è stata quella di scrivere un libro controcorrente, senza eccessive immagini al suo interno. Insomma, ho desiderato (e desidero) realizzare saggi da leggere aventi uno stampo non tecnico-manualistico e neppure d’impatto iconografico-illustrativo non perché disdegno tali opere, anzi! Le apprezzo moltissimo e ammiro il lavoro a livello grafico/fotografico di esperti di settore molto più capaci e competenti di me. Nei miei libri, non a livello soggettivo ma appunto oggettivamente (come dev’essere “un trattato”, cercando di non far emergere i miei gradimenti e/od opinioni personali), cito, accorpo e rimembro molti modelli che i potenziali lettori possono benissimo andare a vedere sul web nei blog o sulle riviste. In tutte le mie opere, inoltre, ho sempre perseguito la finalità di proporre un prezzo di copertina popolare, come si sul dire “a buon mercato” affinché fosse accessibile alle finanze dei giovanissimi. Il mio lavoro, in generale può anche essere considerato una congiunzione che stimola a riportare alla mente, sbloccare un ricordo o avviare la curiosità di un determinato ciclomotore, scooter e moto o stile e andare a ricercarlo a livello collettivo-corale nei video o comparative degli entusiasti motovlogger ed esperti giornalisti di settore. In un certo senso, i miei scritti tendono a stuzzicare velatamente l’idea di sperimentarsi “in sella” per provare le emozioni, l’adrenalina, la libertà, l’autonomia attestata da molti testimoni emergenti, più o meno famosi del panorama motociclistico attuale, storico e culturale, che si sono presi “la briga” di parlarne e quindi andarseli a cercare. Detto ciò, mi auguro di essere letto e che questo mio nuovo saggio letterario sia discretamente gradito.

Edito da EtaBeta-PS
Prezzo € 16,90
www.etabeta-ps.com

Filosofia estetica motociclistica giovanile

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